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Salisburgo  

Reportage

La piccola serenata di Salisburgo

A - Salzbourg
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G. Rouzeau - 19-11-2009

Circondata da una cornice di monti, Salisburgo è rimasta indifferente al passare del tempo. Amata da numerosi artisti, la città continua a venerare la memoria del suo cittadino più celebre: W. A. Mozart.

 
Salisburgo e la musica: una storia millenaria
 
Ci sembra di conoscere questa musica: i mercanti del tempio hanno sacrificato l'anima di Salisburgo sull'altare dei prodotti derivati, facendo del nome di Mozart, uno dei più noti al mondo, una marca lucrativa stimata a più di 5,4 miliardi di euro.
 
Ma non è così: il fascino di questa città barocca, circondata dalle cime innevate delle prealpi austriache, agisce ancora con forza. La sua cornice magica, tra il fiume Salzach e un'altura rocciosa, è sempre stata prediletta dagli artisti, dai musicisti e dagli scrittori molto prima che l'UNESCO la iscrivesse nella Lista del Patrimonio Culturale Mondiale.
 
Stefan Zweig vi abitò fino al 1933 in una bella casa appollaiata sulla cime del Monte dei Cappuccini; l'impetuoso pittore espressionista Oscar Kokoschka vi creò una scuola d'arte negli anni 1950; persino l'irascibile scrittore Thomas Bernard testimoniò nella sua opera un'indulgenza rara nei riguardi di questa città dove trascorse qualche anno felice dai nonni.
 
In quanto alla musica, fece sempre lega con Salisburgo, e ciò ben prima della nascita di Mozart o del successo internazionale del festival di Salisburgo. Per diversi secoli, arricchiti dallo sfruttamento delle miniere di sale del Salzkammergut, i principi arcivescovi finanziarono senza tregua scuole di canto prestigiose e orchestre di corte di qualità.
 
Del resto, fu a Salisburgo che ebbe luogo la prima rappresentazione di un'opera in terra germanica, l'Orfeo di Monteverdi, un po' più di otto anni dopo la sua creazione a Mantova.
 
Più tardi, negli anni 1920, nasce il primo festival di Salisburgo sotto l'impulso di un gruppo di amici amanti di questa città: il regista Max Reinhardt, lo scrittore, poeta e librettista Hugo von Hofmannsthal, il compositore Richard Strauss, il direttore d'orchestra Franz Schalk e il pittore e decoratore Alfred Roller. Tutti questi signori, avevano l'abitudine di tener salotto al café Bazar sulla Schwarzstrasse.
 
A partire dal 1967, il direttore d'orchestra Herbert von Karajan, originario della città, lancia il proprio festival di Pasqua seguito dai concerti di Pentecoste nel 1973, che fanno di Salisburgo una delle capitali mondiali della musica. La statua del maestro, scarabocchiata da un salisburghese irriverente, orna il giardino della sua casa natale sulla Elizabethkai.
 
Ma c'è un altro ritornello di successo a Salisburgo.  È quello di Tutti insieme appassionatamente, una commedia musicale di culto negli Stati Uniti, girata nel 1965 da Robert Wise nello scenario naturale di Salisburgo: ogni anno, 120.000 fan, alcuni dei quali ignorano probabilmente il nome di Mozart, vengono qui in pellegrinaggio sulle orme della briosa governante Maria, interpretata sullo schermo da Julie Andrews.
 
Sui passi di Mozart: le tappe obbligate del pellegrinaggio
 
Mozarts Geburtshaus
 
Un gruppo di ragazze giapponesi dal look da urlo si fotografano a turno davanti ad una targa al numero 9 della Getreidegasse: nessun dubbio, questa è proprio la casa natale di Mozart (Mozarts Geburtshaus). Il bambino prodigio vide il giorno in un piccolo appartamento del terzo piano, il 27 gennaio 1756.
 
Qui scoprirai alcuni oggetti particolarmente emozionanti come il violino e il clavicordo su cui compose le sue opere di giovinezza. Si trovano anche alcuni ritratti del compositore e dei suoi familiari, una scelta di lettere e di spartiti, così come una sala arredata alla moda borghese dell'epoca.
 
Lo scenografo Rober Wilson vi ha lasciato qualche segno, un neon qui, un coniglio bianco là: l'impresa a volte è sconcertante. All'uscita, degni di nota i campanelli originali - dei cavi collegati ad ogni piano - che funzionano tuttora.
 
La Getreidegasse, che attraversa tutta la città,  è interessante per le sue insegne in ferro battuto e la sua animazione. In questa strada è ubicata una delle scoperte gastronomiche del nostro soggiorno salisburghese, il ristorante Carpe Diem.
 
Dom
 
Il nostro pellegrinaggio mozartiano continua al Dom. Questa cattedrale colossale, che manca un po' di grazia, fu costruita su progetto dell'architetto lombardo SantinoSolinari tra il 1614 e il 1628.
 
Mozart vi fu battezzato con il nome di Johannes Chrysostomus Wolfgang Theophilus sulla fonte battesimale proveniente dalla prima chiesa romanica innalzata nel 774. Uno dei leoni che serve da base ha il naso tutto brillante: i fedeli lo accarezzavano a mo' di portafortuna.
 
Organista della cattedrale e della corte, Mozart aveva il suo organo abituale a destra dell'altare. Il Dom ne annovera ben cinque, il che all'epoca rappresentava un dispositivo unico nel suo genere, simile al nostro Dolby stereo con effetto surround. Mozart compose su questo organo numerose opere sacre, fra le quali la Messa dell'incoronazione.
 
Benediktinerstiftskirche St. Peter
 
Fondata nell'anno 696 da S. Ruperto, l'abbazia di S. Pietro è il più antico convento maschile esistente nell'area di lingua tedesca, tuttora occupato da una trentina di monaci benedettini.
 
Mozart aveva mantenuto legami molto stretti con questa abbazia tramite l'amicizia con il figlio del padrone della casa natale, Kajetan Rupert Hagenauer, entrato nell'ordine dei benedettini nel 1764 con il nome di Dominicus. In onore della sua ordinazione, Wolfgang compose la Messa di Dominicus suonata a S. Pietro nel 1769. Durante il suo ultimo soggiorno a Salisburgo, Mozart vi diresse la Messa solenne in ut minore di cui la moglie Constanze cantò la prima parte di soprano. Originalmente romanica, la chiesa di S. Pietro è stata rimaneggiata nel gusto rococò nel XVIII secolo e presenta uno stupendo cancello in ferro battuto, dorato ed estremamente lavorato, che separa l'atrio dalla navata.
 
Stretto tra la chiesa e le pareti rocciose del Mönchsberg, giace il cimitero di S. Pietro (Petersfriedhof). Qui sono sepellite diverse generazioni di grandi famiglie salisburghesi, così come personalità eminenti: Nannerl, la sorella di Mozart e il cantante Richard Mayr, un salisburghese noto per la sua interpretazione ne Il Cavaliere della rosa di Richard Strauss. Ai piedi della montagna, sotto i portici sono celate delle cappelle private; un camminamento scavato nella roccia permette di accedere alle catacombe (paganti) dove, si dice, si sarebbero svolti i primi rituali cristiani di Salisburgo...
 
Residenz
 
Il palazzo della Residenza è un vasto complesso architettonico costruito (essenzialmente) tra il XVII e il XVIII sec. per conto dei tre più grandi principi arcivescovi di Salisburgo, Wolf Dietrich von Raitenau, Markus Sittikus von Hohenems e Pâris Lodron.
 
Mozart ci veniva ogni giorno per divertire il principe arcivescovo dopo il pasto. All'interno è tutto un susseguirsi di saloni di rappresentanza, camere e anticamere ricoperte di stucchi dorati, specchi veneziani e arazzi di Bruxelles. Alune stanze (ce ne sono 180) possono essere visitate.
 
Il palazzo custodisce anche collezioni di dipinti di prelati austriaci molto sfarzosi. Ben rappresentata la pittura europea dal Cinquecento all'Ottocento, soprattutto quella olandese del Seicento con alcuni dei suoi illustri rappresentanti come Rembrandt, Rubens e Brueghel.
 
Mozart-Wohnhaus (Tanzmeisterhaus)
 
Complemento indispensabile della visita della casa natale del divino fanciullo, la casa del maestro di ballo (Tanzmeisterhaus) accolse i Mozart dal 1773 al 1781 in un appartamento molto più grande di quello della Getreidegasse.
 
Il museo presenta lettere, manoscritti, libri (fra i quali una guida di viaggio in Italia annotata a mano dal padre di Wolfgang) e strumenti di musica dell'epoca.
 
Si viene a sapere così che il passatempo preferito dei salisburghesi e di Mozart in particolare era il gioco delle freccette con carabina ad aria compressa! Questi discoli miravano bersagli in legno decorati con una scenetta ironica, o addirittura oscena... Siamo lontani dall'atmosfera compassata che regna oggigiorno nelle nostre sale di concerto.
 
È nella cantina blindata di questa casa che sono conservati gli spartiti musicali autografi del compositore.
 
Friedhof St. Sebastian
 
L'atmosfera cambia radicalmente al cimitero S. Sebastiano, circondato da un chiostro all'italiana i cui portici custodiscono innumerevoli monumenti funebri.
 
Nel viale centrale s'innalza la tomba di famiglia dei Mozart. Prima di uscire, a sinistra, nell'atrio che conduce alla chiesa, non mancare il monumento funebre dedicato al filosofo, medico e alchimista Paracelse, morto a Salisburgo nel 1541.
 
Mirabellgarten
 
Del castello originale costruito all'inizio del XVII secolo, resta solo la stupenda scala monumentale ornata di angioletti espressivi di Raphael Donner e soprattutto una sala detta di Marmo, tutta dorature e stucchi policromi, dove Mozart diede diversi concerti.
 
Oggi, è diventata la sala dei matrimoni, molto apprezzata dai giapponesi che possono seguire lo svolgimento della cerimonia dal loro paese grazie a una webcamera nascosta nel muro.
 
Hotel Sacher
 
Vuoi dormire nella stessa camera in cui soggiorna Cecilia Bartoli? Allora scegli l'unico cinque stelle di Salisburgo situato in riva al fiume Salzach con una veduta panoramica sulla città vecchia: è l'albergo preferito dai musicisti, dai cantanti lirici che si producono ogni anno in uno dei festival di Salisburgo.
 
Ex Osterreichischer Hof da quando è stato riacquistato dalla famiglia Gürtler (che possiede anche il Sacher di Vienna e l'Imperial Hofbung), questo hotel offre una vasta gamma di camere fra le quali una suite presidenziale. Ogni camera è caratterizzata da una decorazione originale e da mobili di stile.
 
Due ristoranti ti attendono: il primo, lo Zirbelzimmer, con rivestimento di legno in stile Biedermeier, propone una cucina tradizionale di qualità (tartare di trota, minestra di zucca, ravioli al sangue, filetto di salmerino al blu, coscia di pollo farcita al fegato d'oca); il secondo, lo Salzachgrill, piuttosto genere «snack», è uno degli indirizzi preferiti dai salisburghesi.
 
Notizie pratiche
 
Ente del Turismo austriaco
Tel. :  840 999 918
 
Mozart 2006 : www.mozart2006.net
 
Città di Salisburgo
Tel. : 00 43 662 88 98 70
Prima di organizzare il viaggio, dai un'occhiata ai pacchetti di soggiorno preparati dalla città, dagli alberghi (come il Sacher) e agli opuscoli dei tour operator, che in quest'anno Mozart sono numerosi a proporre questa destinazione.
 
La Fugue - Europera è un tour operator specializzato nei viaggi culturali e musicali
32 rue Washington 75008, Parigi
Tel.: +33 (0) 1 43 59 10 14 
Fax. : +33 (0) 1 43 59 36 79
 
Salzburger Museum Carolino Augusteum , Residenzplatz, 9.
 
Hotel Sacher , Schwarzstrasse, 5-7, A 5020 Salzbourg
Tel. : +43/662/88 977-0
 
 
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