
Fin dal Medioevo la Polonia ha fatto parte dei grandi Stati europei. Nel XVI sec. il Paese visse il suo periodo aureo, culturalmente all’avanguardia grazie all’affermarsi dei valori rinascimentali e della pace religiosa. Tuttavia la classe nobiliare, incapace di coalizzarsi e impotente di fronte al declino dei traffici commerciali, non fu in grado di resistere agli attacchi dei governi vicini: la Polonia di fatto sparì tra il 1795 e il 1818. Proprio in questo periodo, in assenza di un vero e proprio Stato, si forgiò l’identità nazionale. Dopo il 1945 il Paese diventò etnicamente omogeneo, e iniziò la resistenza all’URSS sotto la guida della chiesa e delle masse operaie che sognavano la fine del socialismo, dando vita all’idea che in Occidente ci fosse “un’altra Europa”. L’ingresso nell’UE è stato l’occasione per ricordare che anche il passato della Polonia rientra di diritto nella grande storia europea.