
“Se non ci fosse la Polonia, non ci sarebbero i polacchi”, diceva padre Ubu Alfred Jarry. Certamente! Ma avremmo parlato di Polonia, visto che alla fine del sec. XVIII è sparita per 120 anni dalle cartine geografiche del mondo, se scrittori e artisti in esilio non avessero ispirato le loro opere a temi nazionali e simboli patriottici? Con la riunificazione del 1918, la cultura nazionalista tende invece a dissolversi nell’Avanguardia, esacerbata al massimo prima di passare all’espressione di tutte le contraddizioni di un Paese immerso nei più terribili tormenti della storia, traumatizzato dalla guerra, dall’olocausto, e poi sottomesso al potere sovietico