
A dispetto della sua posizione geografica, la Polonia, unita alla chiesa cattolica romana sin dal 966, si è sempre rivolta spontaneamente verso la cultura occidentale. Per questo, per molti secoli della sua storia, si tende a parlare di arte “in Polonia” piuttosto che di arte realmente “polacca”. Quando poi il Paese fu per due volte cancellato dalla mappa dell’Europa, la coscienza nazionale, non potendosi incarnare nello Stato, mantenne la sua unità esprimendosi attraverso una cultura autentica, ma ampiamente influenzata dalle tendenze occidentali. È iniziato così un eterno dibattito, nel quale alcuni arrivano a considerare l’arte contemporanea polacca come un’arte imitatrice; dar loro ragione, tuttavia, significherebbe dimenticare che la Polonia si è aperta anche alle influenze dell’Oriente, plasmando così una propria cultura.